Superare il perfezionismo

Soffrendo di diversi disturbi mentali ho tendenza anche al perfezionismo…

…che può assumere diverse forme in diversi contesti.

Per esempio sono fortemente critico verso me stesso (e a volte anche verso il lavoro degli altri)

Ho paura di non raggiungere certi obiettivi. Traguardi che a volte hanno standard troppo elevati, perché non mi piace sognare in piccolo.

Quindi non riesco a godermi il processo o meglio il viaggio di scoperta e di conseguenza…

…causa la paura di sbagliare o peggio fallire mi porta all’indugio e quindi alla procrastinazione.

Ma sai la novità?

Da un po’ di tempo, grazie anche alla meditazione quotidiana mi accorgo che tutto questo sta accadendo dentro di me, solo nella mia testa. 

Come se sempre gli stessi pensieri girassero in tondo a turno.

Alla fine sono sempre quelli…ti è mai capitato?

Ecco ora mentre sto scrivendo certi pensieri vanno e vengono: il testo fa schifo, deve essere migliorato. Anzi, deve essere tutto al suo posto, pure i sottotitoli devono essere accattivanti, altrimenti la gente non legge, devi usare le parole giuste.

Sopraggiunge come un pungolo l’idea di lavorare a questo testo più e più volte finché non sia meritevole di essere pubblicato. 

Ma so già che non sarà mai abbastanza. 

In ogni testo, anche nei romanzi pubblicati da importanti scrittori c’è sempre qualche frase da aggiustare. Qualcosa da cambiare. Un lavoro che può diventare infinito.

Lo so, perché ci sono già passato.

Ecco riconosco questi pensieri, li guardo, li osservo, ma continuo a scrivere, perché so che non sono funzionali al mio semplice obiettivo: finire questo post.

E so che se ascoltassi e seguissi quei pensieri sarei infelice e pieno di dubbi verso me stesso.

Ne vale la pena?

Invece accetto con gentilezza che quei pensieri siano presenti e vado avanti.

Senza avere l’ossessione del risultato.

Per Te

Allora crea quello che devi creare (una ripetizione, non la cambio)

Perché sai, puoi mandare un messaggio, fare bella arte, un prodotto, senza essere perfetto.

Dai il meglio che puoi in quel momento, non la perfezione.

Se stai rivedendo un progetto,spesso ingrandendo a dismisura tutti i dettagli preoccupato che non sarà ancora buono o che ti porterà per forza al fallimento…

…ecco è proprio quello il momento di dire stop, anche se non è pronto, anche se non sei pronto, e di buttarlo lì fuori.

Puoi sempre migliorare in seguito.

Starei meglio se lo fai, fidati di me

Abbraccia la pratica di mettere in mostra il lavoro imperfetto.

Anche tu smettila di girare in tondo.

Inizia, finisci, pubblica.

PS: ho controllato questo post solo tre volte, mi sono dato un limite, altrimenti non avrei seguito il mio stesso consiglio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *